_.:The War Of Heroes:._

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Come fermare un uomo che esplode, Quest
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 19/12/2009, 22:46


CITAZIONE
Narrato
*Pensato*

-Parlato-

image

L'America, la sua patria, ma l'aveva deluso. Ma era comunque giusto tradire la sua patria? Si ormai era necessario, e poi a quelli lì aveva ormai dato il suo consenso, se si fosse tirato indietro sarebbe morto. New York, meta di numerosi turisti, patria dell'americano medio, simbolo degli USA; era quello il loro principale obiettivo, ma prima bisognava far saltare il pentagono in Washington D.C. Toccava a lui questo compito e non si sarebbe certo tirato indietro, bisognava solo farsi esplodere e per lui era una passeggiata.
Il giorno dell'attentato arrivò, quella mattina non era per nulla agitato, sapeva benissimo che niente e nessuno si sarebbe potuto opporsi alla sua potenza devastante, neanche altre persone come lui. I suoi compagni erano anche loro tranquilli, in fin dei conti la vita la doveva rischiare lui e non loro, perciò che motivo avevano di preoccuparsi? Se l'attacco fosse fallito la colpa era sua e non loro, inoltre egli non avrebbe mai rivelato niente di niente. Ma perchè bisognava attaccare prima il pentagono e non direttamente New York? Secondo lui era solo un perdita di tempo, tanto qualunque militare si fosse opposto al suo cammino sarebbe morto con faciltà; odiava quelle persone, lui doveva agire da solo senza il loro aiuto, inoltre erano soltanto feccia che sacrificano la propria vita solo per degli attentati che alla fine dei conti non avrebbero mai portato a niente. Si doveva sbarazzare di loro.
Erano tutti insieme nella loro base a Washington, bisognava solo attendere che il loro capo si unisca a loro e a quel punto gli avrebbe ucisi tutti. Finalmente arrivò e fu subito pronto a sprigionare il suo potere, ma qualcosa andò storto: l'FBI aveva trovato il loro nascondiglio ed erano riusciti ad infiltrarsi nella loro base. Lui non avrebbe mai trovato occasone migliore per eliminare i suoi compagni terroristi, non aveva scelta; sui palmi delle mani delle sfere rossastre di pura energia si eran appena formate, per poi essere lanciate dal loro creatore, sprigionando tutta la loro potenza e ustionando tutti i suoi compagni che morirono sul colpo. Finalmente erano morti, ma l'FBI era ormai entrata nella camera e videro bene il suo volto. Riuscì a scappare e si andò a rifugiare in un motel sull'autostrada per New York, ormai era quello il suo obiettivo.
Dopo pochi giorni, l'FBI aveva ormai la sua identità, il suo nome era Ted Sprague. Una taglia ormai pendeva sulla sua testa: 5000€, vivo o morto, ricercato per terrorismo.

Kira era nel suo ufficio, quando fu informato di un nuovo ricercato, dalla taglia di un bel pò di grana, un lavoretto adatto a qualche suo nuovo sottoposto. Prima però di affidare il lavoro, sarebbe stato conveniente fare qualche ricerca a proposito di Ted Sprague; i computer che i cacciatori di taglie possedevano, avevano accesso anche ai server più segreti come quelli delle più segrete organizzazione, quindi avrebbe cercato informazioni riguardanti i terroristi compagni di Sprague. Raito riuscì a trovare un'informazione molto importante: lo scopo di Sprague era di radere al suolo New York per poter mandare nel caos l'intera potenza americana.

*Ma non c'è alcuna informazione riguardante l'arma da utilizzare. Sarà meglio cercare ancora.*

Svariate informazioni furono trovate da Raito riguardanti quel terrorista. Era un criminale molto pericoloso, perchè diversamente dagli altri era un Heroes; la cosa peggiore di tutta quella faccenda è che possedeva un potere devastante: l'emanazione di radiazioni nucleari. Sarebbe stato un obiettivo difficile da distruggere per i cacciatori a cui avrebbe affidato l'incarico.

*Maledizione devo per forza scoprire come se la cavano i nuovi arrivati. Non mi importa andranno lo stesso, manderò con loro anche Seht: lui è un professionista ce la faranno.*

Raito chiamò Seth sul cellulare per offrirgli quel compito.


-Seth-kun abbiamo un terrorista molto pericoloso che sarà meglio far fuori una volta per tutte. Il suo nome è Ted Sprague, ti invio subito un mms con una sua foto e le relative informazioni. Non andrai però solo, ti porterai le nuove arrivate, Icy-chan e Reira-chan, fai conto che è una specie di rito di iniziazione. L'obiettivo principale è di far evitare che l'attentato vada a segno, inoltre Sprague deve essere ucciso. Fai dividere la taglia tra le due neo arrivata, a te ti ricompenserò con 10000€. Buona fortuna, e ricorda di fare attenzione; quel tizio ha un potere devastante.-

La missione era avviata, nel frattempo Ted raggiunse New York, probabilmente prossima alla distruzione.

CITAZIONE
Generalità: Ted Sprague
Classe: Heroes
Abilità: Elitè
Potere: Emanazioni radioattive
Controllo potere: Livello 4
PT: 15000
Equipaggiamento: Revolver (x30)
Stato fisico: //
Stato psicologico: //
Azioni: Entrata a New York


 
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I
raggi del sole come ogni mattino, iniziarono a dare il "buongiorno", ma non fu quella la cosa più seccante di tutte quel mattino. Fu una chiamata, come tutte le volte mi coprì la testa con il lenzuolo lasciando qualche ciuffo di capelli uscire.
Non mi andava di rispondere, almeno no la mattina dovevo decidere io a che ora svegliarmi non gli altri. Poi pensai a chi potesse chiamarmi la mattina presto se no Raito. Maledetto fuso orario. Mi scoprì la testa aprendo leggermente gli occhi per colpa della luce del sole.
Allungai la mano toccando il comodino, doveva distanziare si e no 5 o 6 centimetri dal letto. Cercai il cellulare per qualche secondo fino a quando non lo presi in mano, aprì e lo avvicinai all'orecchio sinistro, richiudendo gli occhi.

-Seth-kun-

Riaprì gli occhi di colpo rispondendogli violentemente

-Ma tu non dormi mai?!-

Il ragazzo non fece una piega dopo le mie parole, continuò a parlare ininterrottamente, ormai doveva essere abituato alle mie risposte.
Continuò a parlare per qualche minuto fino a quando non senti la somma per uccidere uno stupido terrorista. Non era molto, avevo preso somme più grandi ma per il momento era meglio di niente. Mi alzai di scatto, stando attento a non sbattere la testa su qualche mobile.

-si si, ok. Avviso io le due ragazze dovrei avere le loro schede con i loro numeri sul tavole della cucina.

Ted Sprague... mai sentito in vita mia, uno dei soliti pazzi pronti a farsi esplodere con qualche bomba addosso.
Scappai in cucina portando il telefonino con me, aprì dei scaffali in cerca delle schede delle due ragazze; niente le schede era sparite. Iniziai a cerca in tutta la casa, controllai anche ogni singolo cassetto, mi ricordai anche che dovevo chiamare la domestica.
Presi il cellulare iniziai a digitare il numero del mio ufficio all'organizzazione. Lì doveva esserci per forza una copia di quei documenti. Mi rispose una segretaria, senza farle dire niente chiesi velocemente se c'era in archivio la scheda dei ragazzi che erano appena entrati nell'organizzazione. La segretaria con una voce gioviale rispose che erano tutti registrati nel computer. Chiusi il cellulare senza ringraziare la ragazza, infondo era una mia sottoposta non m'importava poco di lei, preferivo pensare ai miei allievi.
Andai in bagno facendomi velocemente una doccia, lavandomi la faccia e i denti, per poi entrare in cucina a prendere le chiavi, e poi entrare nella mia camera per vestirmi e prendere degli occhiali da sole e un cappello, per poi uscire definitivamente da casa.
Camminai per circa 30 minuti fino a quando non arrivai alla sede della organizzazione. Entrai senza fare caso al portinaio che cercava di guardarmi in faccia.
Salì le scale fino ad arrivare al penultimo piano, una ragazza probabilmente la stessa persona della chiamata, mi guardava per poi darmi il benvenuto. Senza dargli importanza entrai nel mio ufficio, stranamente non era chiuso a chiave, sicuramente non avevo fatto caso la sera prima.
Per prima cosa accesi il pc, sedendomi sulla poltrona; aspettai qualche secondo, il computer si accese chiedendomi la password, iniziai a scrivere la password che solo io, Raito e Kira conoscevamo. Il pc aveva caricato completamente, non ci misi a trovare l'archivio con tutti i ragazzi.

-Come diavolo si chiamavano?!-

pensai a alta voce, mi fermai di colpo alla voce inserisci nome. Mi ricordai di colpo io nome di Reira, infondo era una mia allieva, poi mi venne in mente il nome dell'altra ragazza... Christin, non era una mia allieva ma Raito aveva parlato bene di lei, era una ragazza promettente proprio come Reira.
Scrissi per prima cosa il nome di Reira, uscì la sua scheda completa, era visualizzato tutto anche i voti che aveva preso a scuola.
Alzai la cornetta del telefono, del mio ufficio digitai il numero della ragazza
Reira Redsoul...

- Reira sono della organizzazione Hunters of Randoms, precisamente sono Seth... ti voglio a New York il prima possibile, ci incontreremo nell'area sud dell'aereo porto di JOHN F. KENNEDY INTERNATIONAL AIRPORT, è uno degli aeroporti più importanti di New York, ovviamente dovrai prendere l'aereo, ci sarà anche una ricompensa portati l'armamentario... a dopo.-

poco dopo chiamai anche Christin, dicendo le stesse identiche cose. Non conoscevo le vere abilità di quella ragazza, ma in fondo mi fidavo completamente di Raito, di sicuro non mi avrebbe deluso.

- Christin?! sono della organizzazione Hunters of Randoms, precisamente sono Seth sono un collega del tuo sensei Raito... ti voglio a New York il prima possibile, ci incontreremo nell'area sud dell'aereo porto di JOHN F. KENNEDY INTERNATIONAL AIRPORT, è uno degli aeroporti più importanti di New York, ovviamente dovrai prendere l'aereo, ci sarà anche una ricompensa portati l'armamentario... a dopo.-

Una volta finito chiusi il telefono, lasciandolo sulla scrivania, per poi spegnere il computer. Uscì dalla stanza chiudendo a chiava la stanza senza degnare sguardo alla segretaria, ovviamente anche lei c'era abituata.
Scesi le scale, fino a ritrovarmi nell'atrio principale. Scesi altre scale che si trovavano vicino all'ascenzore principale. Arrivato vicino alla porta, essa si aprì quando toccai il congegno alla mia destra con la mano, entrai.. Quando entrai mi ritrovai di fronte a tantissime armi di tutti i generi possibili e immaginabili; dovevo armarmi. Presi due lame nascoste, due sais, due Pistole (revolver) con 100 proiettili, una manrikigusari e in fine una spada occidentale. Misi tutte le armi a portata di mano per qualsiasi evenienza, non sapevamo cosa andavamo in contro se Raito mi aveva chiamato doveva essere qualcosa di serio, ma niente poteva eguagliarmi.
Usci dalla stanza nello stesso modo che entrai cioè appoggiando la mano su un meccanismo che riconosce le impronte digitali. Usci dall'edificio incamminandomi verso l'aereo porto di Sydney.
[...]
Circa 20 minuti dopo mi ritrovai all'aereo porto della città c'erano abbastanza persone, ma fortunata mente Raito aveva già prenotato il mio posto sull'aereo, bastava che avessi fatto vedere la mia carta d'identità a uno degli addetti ai servizi, ormai avevamo tipo un patto con i trasporti, visto che molte volte li avevamo salvati.
Mentre facevo la fila una ragazza con una voce gentile chiese

-Biglietto?-

Alzai il braccio facendogli vedere la carta d'identità, la ragazza si spostò di colpo facendomi passare senza dire niente. Per fortuna c'era qualcuno che conosceva il nostro "patto", non avevo voglia di discutere con qualche nuovo dipendente che non sapeva nulla di noi, Raito aveva fatto proprio un buon lavoro.
Salì sull'aereo con calma, sedendomi nella prima classe, il mezzo inizio a fare strani rumori per poi decollare.
[...]
Arrivai a New York "la grande mela"...
Usci dalla stazione all'ingresso principale, per aspettare le due ragazza. Mi tolsi gli occhiali da sole per farmi riconoscere meglio, anche se dovevo rimanere allerta, qualcuno avrebbe potuto riconoscermi, ero dei più grandi ricercati del mondo.
Mi girai sulla grande scritta dell'aereo porto ormai andavo sempre a New York visto che è una delle città che richiede di più il nostro intervento, è una delle città più grandi del mondo.
JOHN F. KENNEDY INTERNATIONAL AIRPORT... uno degli aereo porti più importanti della città.

Dapprima due facce della stessa medaglia,
simili in molti casi
ma diversi in altri.
E scherzando
e confidandoci
siam divenuti amici.
La distanza che tutto rende più difficile
ci divide più di quanto pensavo...
I momenti difficili,
quelli che ti fan venir voglia di piangere...
quelli invece che non vorresti mai dimenticare,
quando si ride e ci si diverte
seppur senza vedersi.
Abbiam passato tutto ciò
e mi rimarrebbe solo un abbraccio
che vorrei darti con tutto il cuore
per dirti grazie
di essermi sempre accanto. ^^


tvb.

 
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 28/12/2009, 16:33


~First mission~




"Parlato"
~ pensato ~
Narrato





Era mattina presto quando squillò il cellulare...solitamente lo teneva acceso e appoggiato sul comodino vicino al letto. Nessuno la chiamava mai di notte, ma nel caso fosse successo, era pronta. In effetti in quell'ultimo periodo era sempre piuttosto ansiosa di ricevere notizie dall'organizzazione.
Allungò la mano ancora semi-addormentata, impigliando il polso tra il filo attorcigliato che collegava l'oggetto alla presa per ricaricarlo.
La voce di Seth le fece aprire gli occhi.
CITAZIONE
- Reira sono della organizzazione Hunters of Randoms, precisamente sono Seth... ti voglio a New York il prima possibile, ci incontreremo nell'area sud dell'aereo porto di JOHN F. KENNEDY INTERNATIONAL AIRPORT, è uno degli aeroporti più importanti di New York, ovviamente dovrai prendere l'aereo, ci sarà anche una ricompensa portati l'armamentario... a dopo.-

"S-sì...ok subito."


Sussurrò...già dall'altra parte non c'era più linea. Si mise a sedere intontita, poi sgranò gli occhi rendendosi conto di cosa le aveva chiesto: quand'era l'ultima volta che aveva preso un aereo? Molto tempo prima..e non era sola. Agitata e presa dal panico si alzò indossando dei pantaloni neri attillati e una maglietta a mezze maniche. Poi prese una giacca di colore blu scuro, quasi nero, e indossò le scarpe.
La borsa conteneva già quello che le serviva: la desert Eagle. E non aveva dubbi che ciò era indispensabile.
La cosa che la infastidiva era il poco preavviso ricevuto. Anzi nullo.
A lei piaceva organizzarsi, la faceva sentire sicura: e invece così non aveva tempo per far nulla!
Accese il pc mentre si preparava: ci vollero 5 minuti per controllare gli orari degli aerei e prenotare un volo per l'ora seguente. Sapeva a memoria il codice della carta di credito che le avevano regalato i suoi per i 18 anni..ancora non le era mai servita...
Uscì di casa senza mangiare per paura di perdere il volo. I capelli erano un pò spettinati ma non ci si faceva caso con tutti quei boccoli ordinati..Prese il treno per arrivare all'aeroporto in mezzora.

~ Cavolo cavolo...allora e adesso...sìsì JOHN F. KENNEDY INTERNATIONAL AIRPORT..New York... ~


Si ripetè...andò a ritirare i biglietti ma c'era una fila paurosa..non ci avevano forse pensato? Ma forse aveva ancora abbastanza tempo, non le avevano dato un limite.
Mezzora dopo stava salendo sull'aereo più agitata che mai. Era una bella giornata di sole e ora che si poteva rilassare seduta stava meglio.
Chiuse gli occhi appoggiando la testa al sedile e allacciando le cinture. Cosa poteva esserci di così importante da farla partire così presto per newyork? Aveva spento, come di consueto, il cellulare..ma no prima di aver mandato un messaggio ai suoi dicendo che usciva con le amiche.
Si sarebbero chiesti "quali amiche" dato che stava sempre in casa, ma non era uno dei suoi problemi principali al momento.
Si stava ancora chiedendo come aveva fatto a passare il controllo all'aeroporto...l'arma avrebbero dovuto vederla, no? Eppure era passata come niente. Le avevano lanciato un occhiata e senza una parola l'avevano lasciata passare.
Sicuramente qualcuno li aveva avvertiti. Era stata anche stupida a non pensarci...solo al momento del controllo si era agitata rendendosi conto di cosa portava in borsa.
Si permise di sorridere ora che la parte difficile del viaggio era passata: le bastava aspettare e ricevere altre istruzioni.
Le venne in mente il viso di Seth..sorrise ancora contenta di vederlo. Era piuttosto freddo con lei, e probabilmente anche con gli altri, ma si era abituata.

~Forse da oggi sarò una ricercata anche io...magari devo uccidere qualcuno, come mi avevano avvertito...prima o poi doveva succedere.. ~


Ma invece di agitarsi o avere paura, pensò razionalmente: avrebbe fatto in modo di non farsi scoprire..così non l'avrebbero riconosciuta e poteva ancora uscirne senza una taglia.

~Mi serve un soprannome...magari così se ci sentono parlare non sanno come mi chiamo.. Iris è bello..come la canzone. ~



[...]

Quando scese dall'aereo la gente quasi la travolse. Era facile notare una ragazzina dall'aria infantile in mezzo a persone adulte. Con quei capelli dal colore così strano poi...
Un pò smarrita si tenne stretta la borsa che aveva recuperato e si diresse all'entrata principale.
Lo vide quasi subito e sorrise spontanea correndogli incontro. Si fermò e alzò la mano per salutarlo sussurrando un "salve.." timido..

Edited by Lelith - 11/2/2008, 00:33

 
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~The Mission~



E
erano le 5:00 di primo mattino;Icy dormiva profondamente con la sua amata Revolver sotto il cuscino,quando una chiamata dell'organizzazione arrivo' all'apparato che solitamente viene chiamato "Telefonino".
Sapeva perfettamente che sarebbe arrivato quel giorno,dove essa avrebbe avuto bisogno del suo aiuto nel compiere qualche missione,ed era gia pronta psicologicamente a qualsiasi evento.
Alzandosi di scatto si stropiccio' leggermente gli occhi impastati di sonno e,senza esitare allungo' la mano nella direzione del mobile dove la ragazza solitamente poggiava il cellulare,afferro' l'oggetto in mano per poi rispondere con freddezza.

-Cosa-


- Christin?! sono della organizzazione Hunters of Randoms, precisamente sono Seth sono un collega del tuo sensei Raito... ti voglio a New York il prima possibile, ci incontreremo nell'area sud dell'aereo porto di JOHN F. KENNEDY INTERNATIONAL AIRPORT, è uno degli aeroporti più importanti di New York, ovviamente dovrai prendere l'aereo, ci sarà anche una ricompensa portati l'armamentario... a dopo-


-Va Bene-


Si stiracchio per qualche attimo dopo la chiamata del ragazzo,non era agitata pensava solo a compiere il proprio lavoro,dopo tutto era stata chiamta perche' probabilmente ne era all'alltezza non sarebbe stato possibile che chiamavano un'apprendista per una missione di alto rischio.
Anche se,sapeva benissimo che forse..sarebbe divenuta una ricercata.
Ma dopo tutto facendo due conti in un certo senso lo era gia,non le toccava minimamente la faccenda.

Noto' Firy fissarla con tristzza,evidentemente immaginava che sarebbe dovuta aprtire per l#ennesima volta,ma dopo tutto la doveva capire..adesso faceva parte di un'organizzazione dove di certo non si gioca a briscola.
Purtroppo la sua eta' le impediva di capire certe circostanze,avrebe voluto portarla con se ma,era impossiiblile,almeno che non sarebbe entrata anche lei nell'organizzazione,anche se era altrettanto impossibile data la sua giovane eta'.

Prese i suoi vestiti aprendo un'anta dell'armadio di casa sua,ovviamente tutti rigorosamente neri col 60% in pelle.
Data la temeratura abbastanza elevata decise che avrebbe indossato aibiti piu leggeri del solito.
Pantaloncini di pelle con una cinta larga anch'essa dellos tesso tessuto,cammicia rigorosamente con bordi di pizzo con maniche large;prese i suoi cari e vecchi anfibi neri con bordi e stringhie alti fino al polpaccio,è vero..pesavano,ma con gli anni aveva fatto l'abitudine,ormai correva come se avesse delle scarpe da ballo ai piedi.
Per finire la sua revolver allacciata alla vita grazie alla cinta e un cappotto lungo fino alle ginocchia.

-Firy,abbi cura di te..non farmi stare in pensiero e stai attenta-



Con queste parole la diciasettenne usci' di casa per andare all'aeroporto che l'avrebbe portata a New York,ovvero il luogo dell'incontro con Seth un'altro membro dell'organizzazione.

Prese il motore e a tutto gas parti' per all'eoroporto pensando a cosa sarebbe successo in quella missione,cosa avrebeb dovuto fare...ma soprattutto perche' tutto cosi di fretta.
Le maniglie del motore divennero sempre piu fredde,per colpa di Icy,anche e ormai era tutto normale per la ragazza.


Arrivata all'aeroporto,decise ce avrebeb preso il primo volo...ovvire tra un'ora;prese l'unica valigia che aveva strinse a se la sua revolver e con sguardo di ghiaccio si incammino verso il "check in" 'ove avrebbe dovuto lasciare la sua valigia piena di proiettili e altri accessori della sua revolevr.
Prese il biglietto e fece una piccola deviazione veso un caffe', dove fece una veloce colazione con cappuccino e cornetto.

Ore 7:00;l'aereo arrivo',e con una piccola corsa Icy riusci' ad arrivare a destinazione,la sua valigia ormai sistemata sull'aereo la sua Revolver affianco;era pronta per partire in missione.
Si diresse con passo deciso verso l'entrata di esso per poi cercare il proprio posto ovvero il 36b,vicino al finestrino...le piaceva tanto fissare il cielo mentre volava,la faceva sentire libera o almeno per un'atitmo non pensava a nulla.
Arrivo' un Ostes chiedendole se desiderava qualcosa,ma lei con un cenno della mano ed un sorriso declino' l'invito spegnendo il cellulare.
Voleva solo godersi quell'ora di volo fissando il cielo.

L'aereo arrivo' a destinazione,qualcuno stava prendendo la sua valigia dall'aeroplano,Christin lo fulmino' con sguardo gelido per poi prendere la sua valigia e dirigersi verso il punto predestinato.





 
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CITAZIONE
Narrato
*Pensato*

-Parlato-


I cacciatori si erano ritrovati per cercare insieme il più pericoloso terrorista, ma anche costui raggiunse proprio in quel momento New York. Con la sua vecchia auto, Ted era entrato in città, ma si trovava dall'altra parte rispetto al luogo di incontro degli Hunter.

*New York finalmente. Adesso ho proprio voglia di farmi un bel giretto prima di radere al suolo la città.*

Dopo circa un'ora chiuso nel traffico della caotica Manhattan, Ted scese dalla macchina ed entrò in un centro commerciale: doveva assolutamente comprare dei vestiti nuovi e puliti. Il Manhattan Commercial, era molto vasto, era pieno di negozi di vestiti e c'era anche un armaiolo. Ted entrò senza esitare nel primo negozio di vestiti che gli capitò di fronte; non appena entrò notò che appesa al muro dietro la cassiera, c'era una sua foto con la richiesta della taglia. Ciò però lo divertiva, quindi andò a prendere senza farsi problemi un paio di jeans, una maglietta a maniche corte e una camicetta da mettersi sopra. Si cambiò in camerino e quando uscì si staccò i prezzi davanti la cassiera; non appena fece quel gesto, la cassiera stava per chiamare la sicurezza, ma si ricordò subito del volto del ricercato. Rimase immobile per qualche secondo, giusto il tempo per Ted di avvicinarsi a lei; non appena le fu di fronte, la cassiera cercò di fuggire fuori dal negozio per chiedere aiuto a qualche guardia, ma Ted le mise una mano in faccia, e lentamente la ragazza si accasciò a terra morta. Quando tolse la mano, il viso della ragazza non era più riconoscibile, era stato totalmente sciolto da un'elevata temperatura.
Contento che nessuno si sia ancora accorto di niente, si diresse dall'armaiolo, anche qui per rubare la merce che gli serviva. Prese solamente un fucile a canne mozzecon molti proiettili, dopo di che uccise l'armaiolo allo stesso modo della cassiera. Quando uscì dal centro commerciale, la polizia lo accerchiarono, dato che appeso dietro la schiena aveva un'arma da fuoco molto potente. Ted, per sbarazzarsi di loro, si limitò semplicemente a lanciargli addoso una quantità enorme di radiazione, riducendo i poliziotti in uno stato d'orrore, che gli porterà lentamente all'inevitabile morte.



-Siete solo un branco di buoni a nulla. Tanto ben presto anche i vostri familiari e i vostri amici vi raggiungeranno nell'aldilà, insieme a tutta la gente di questa città!-


Con un ghigno stampato sul volto, il ricercato si avvia verso il centro di New York, dove avrebbe distrutto rapidamente la città, ormai nessuno poteva più fermarlo, o forse no? Ma no in fondo aveva un potere talmente devastante che nessuno avrebbe neanche osato cercare di fermarlo, non temeva nemmeno Kira, anzi se si fosse presentato o lui o qualche suo scagnozzo, sarebbe stato contento ad ucciderlo.

CITAZIONE
Generalità: Ted Sprague
Classe: Heroes
Abilità: Elitè
Potere: Emanazioni radioattive
Controllo potere: Livello 4
PT: 15000
Equipaggiamento: Revolver, Fucile a canne mozze (x150)
Stato fisico: //
Stato psicologico: //
Azioni: Entrata a New York


 
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